martedì, 29 luglio 2008

Playlist della serata

Premesso che ho suonato 5 minuti alcuni scorci di canzoni alla SRV e un po' di blues vario, dopo poco ho smesso perchè sinceramente ero stanco, e allora mi sono dedicato all'ascolto.
Eccovi la tracklist delle canzoni che mi hanno sollazzato le orecchie in questa serata, e non chiedetemi come sia possibile passare così da un genere all'altro, mi basta vedere un titolo per pensare "ah ecco non la sento da tanto tempo ora la metto su". Enjoy

Cavalera Conspiracy - The doom of all fires

Un pezzo dall'ultimo album, che da una vita volevo sentire. La prima volta mi ha annoiato dopo 3 minuti, stasera ci ho riprovato, ma ho resistito appena due soltanto. Tolto subito, via. Non me ne vogliate Max e Igor ma nei Sepultura eravate un'altra cosa, ma erano pure altri tempi...

Pino Daniele - Je so' pazzo
Pino Daniele - A me me piace 'o blues

Grandi pezzi, niente altro da aggiungere, altri tempi anche quelli.

Meshuggah - Humiliative
In questi giorni mi sto spaccando spesso i timpani a ritmo di riffs da chitarra a 7 e 8 corde. Micidiali.

Megadeth - Tornato of souls

Grandissimo Mustaine e grandissimo Friedman, assolo di chitarra eccezionale.

Zakk Wylde  - Between heaven and hell
Un pezzo acustico, bellissimo. Anche questo ultimamente mi acchiappa tantissimo e poi mi sento così,  un po' tra paradiso e inferno.

Zakk Wylde - Dead as yesterday
Acustico pure questo, mi diverto un casino a cantare appresso a Zakk sul finale quendo fa quei gorgheggi in cui sembra che stona.

Smashing Pumpkins - Zero
Mi ricorda troppo gli anni novanta, che nostalgia. Fantastico pezzo rock!
postato da anielpep alle ore 21:10 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: musica, me


martedì, 29 luglio 2008

Che settimana ragazzi

Questa è quella che deinirei una M-Week. Questa settimana e la prossima, prima delle (mica poi tanto) attese ferie si preannunciano come le più difficili - ovviamente, poteva mai essere il contrario? - Ho una consegna importante da finire entro questa settimana, da installare presso il cliente e far funzionare magicamente tutto. Purtroppo all'alba mancano ancora diverse richieste e già ieri sono uscito tardi dall'ufficio. La data prevista è il 31 luglio.

Ho pensato che sarebbe stato "bello" condividere con voi come si presentava il mio desktop stamattina verso mezzogiorno - ma chi se ne fotte! - starete pensando.
Certo che quelli che lavorano nell'informatica sono gente strana eh? Lascio ai più fantasioni cosa sta a sottointendere la M riferita alla settimana. ;-)

Enjoy.

desktop
postato da anielpep alle ore 11:57 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: lavoro, informatica, me , menate mentali, minkiata


mercoledì, 23 luglio 2008

una giornata persa

Non sarebbe niente, se non avessi già perso ieri, l'altro ieri... e domenica a pensare, senza concludere niente, ne al lavoro, ne in altri settori che normalmente sono le mie valvole di sfogo, tipo suonare. Nemmeno la mia nuova signora a sette corde comprata la settimana scorsa è riuscita a distrarmi, il fatto è serio!

Sono stato e sono ancora troppo distratto e pensieroso.

Ma perchè ci siamo conosciuti sabato? Di chi è la colpa? Non puoi arrivare nella mia vita e destabilizzare tutto nel giro di mezz'ora. Non puoi.
Tu, inconsapevolmente hai fatto leva sulla mia traballante situazione sentimentale. E' vero, non ne sapevi niente, e io me ne sono guardato bene dal raccontarti le cose come stavano davvero. L'occasione, si sa, rende l'uomo ladro.
Potevo perdere l'opportunità di conoscerti dicendo "si c'è una donna nella mia vita, però sai, siamo un po' in pausa di riflessione, ma in fondo ci vogliamo bene...e ...bla...bla...bla...", e raccontare menate inutili che non avrebbero fatto altro che allonarti? Potevo mai?

E poi eri bellissima.
Sei la più bella ragazza che mi sia mai capitato di conoscere. Proprio ora dovevi piombare nella mia vita? Un segno importante da prendere in seria considerazione o un maledetto scherzo di quell'infame del destino?

Io da sabato notte non ho smesso mai di pensarti. Forse sono solo illuso, e sarebbe meglio così sotto tanti aspetti, ma la cosa non mi lascia affatto indifferente. Ho paura. Si, forse ho paura di prendere coscienza delle cose.
Vedremo come andrà finire.
postato da anielpep alle ore 14:50 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: amore, sensazioni, amicizia, emozioni, me , urban tales, per colpa di chi, sensazioni personali


mercoledì, 23 luglio 2008

no comment #3

postato da anielpep alle ore 08:35 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: notizie, no comment, cinismo, vergogna, societĂ , scandalo, munnezza


domenica, 20 luglio 2008

Una nottata inquieta e romantica (mini-racconto)

Cosa riescono a fare due occhi chiari e uno sguardo profondo è veramente incredibile. Non parliamo poi di una cascata di capelli ricci e neri e un fisico perfettamente scolpito e delineato qua e la da qualche tatuaggio. Un fisico da ballerina.
La mia serata è cominciata presto, tra mille timori, ma mi sono lanciato in quest'avventura. Non so se provare più compassione per me, che indirettamente sono venuto a cercarti o per te che ad un certo punto speravi che chiudessero presto il locale per tornare a casa e staccare la spina. Eravamo due anime che si ritrovavano chiuse nella stessa stanza con una precisa intenzione, ma che sotto sotto non vedevano l'ora di ritornare alla tranquillità delle proprie mura domestiche. Lo ammetto, sono uscito di casa proprio con quella intenzione, daltronde in un posto del genere che ci si va a fare? Però...
Però alle volte ci sono cose inaspettate e sorprendentemente piacevoli. La dolcezza di un singolo momento, di uno sguardo o di un gesto, ma anche parole dolci sussurrate con il cuore e non semplicemente per la circostanza fine a se stessa.
Non so quanti anni hai, ad una donna non si chiede, e non mi ricordo nemmeno il tuo nome, a parte quello d'arte. Che ci vuoi fare, l'arabo non è esattamente il mio forte, e poi era buio ed erano andati giù due vodka lèmon. Peccato, sarò stupido ad attaccarmi ai particolari, ma mi piacerebbe molto ricordare il tuo vero nome, quello che era inciso sul ciondolo che portavi al collo.

Poche chiacchiere scambiate così, giusto per rompere il ghiaccio, l'approccio era ovvio, banale, ma sono rimasto colpito dalla tua gestualità. Parole mirate esclusivamente a concludere qualcosa, un affare, un business. Un po' per gioco, un po' per dovere, un po' per necessita, e un po', semplicemente perchè funziona così. Dopo, ho scoperto il lato più umano di te, vero e sincero, anche se in normali circostanze sicuramente non sarai così sfacciata. Anche tu hai visto un lato vero di me, quello di un uomo solo che aveva bisogno di compagnia e di un po' di dolcezza, anche solo per poco.

Mi faceva morire il modo in cui mi guardavi e ridevi - Perchè ridi? - Mi fai ridere - Lo devo prendere come un fatto positivo? - E' sempre bello quando un uomo fa ridere una donna, non pensi?. Lo penso si, ma dipende sempre da cosa di me ti faceva ridere. In ogni caso, sincero o meno l'ho apprezzato, ed è sorprendente come tu abbia scovato di me in pochi attimi quello che io ho preso coscienza di essere nel corso di tanti anni.
Sono stato dolce e pacato con te, come non succedeva da tanto tempo e non potevo comportarmi diversamente, mi hai letteralmente sedotto, con calma e semplicità, con il tuo disarmante fascino, con la tua capacità di socializzare e di rendere familiare un momento come quello, come se ti conoscessi da una vita. Meritavi di essere trattata come una vera signora, e io spero di essere stato all'altezza. Quel bacio finale poi, intenso e breve, è stata la chiusura più romantica di tutto quello che c'era stato prima, che però di romantico aveva avuto ben poco. E poi si era fatto tardi, dovevo andare, l'indomani mattina mi dovevo alzare e tutto questo è rimasto solo un lontano ricordo offuscato dal buio e dall'alcool, pieno di interrogativi ma tremendamente piacevole da ricordare e maledettamente bello da chiedersi ancora il perchè.

Non posso dire di amarti, quella è un'altra cosa. Ma sono stato bene con te. Forse in un'altra vita, in un'altra situazione, magari ti avrei amata, avrei fatto di tutto per renderti mia. Spero un giorno di incrociare quegli occhi e quello sguardo intenso in mezzo alla confusione delle folle. Spero che se dovesse succedere ti ricorderai di me, come io di te, e mi piacerebbe dirti anche solo "ciao, come stai?". E' più probabile però che questo non accada, o che faremo finta di non conoscerci.

Mi hai detto di farmi rivedere, di cercarti di nuovo, tanto so dove trovarti, anche se le uniche cose che ricordo sono la profondità dei tuoi occhi e i tatuaggi disseminati sul tuo splendido corpo. Magari mi sto illudendo, le tue erano solo proposte mirate ad ottenere di nuovo quel qualcosa, quello scambio di merce che per pochi attimi ci ha fatto stare bene e respirare a pieni polmoni la vita. Ma mi fa piacere cullarmi nell'illusione che tu lo abbia detto con sincerità, magari per rivedermi davvero, per rivedere questo sguardo, questi occhi di ghiaccio e risentire la mia voce che con assoluta naturalezza, mentre ti accarezzavo il viso, ti diceva che eri una donna piena di personalità, da fare valere anche al di fuori di quel posto.

Chissà, forse un giorno, magari sarebbe anche bello riderci sopra, ma quasi sicuramente i nostri destini non si incontreranno mai più, e allora non mi resterà che dimenticarti, come se tutto fosse stato un sogno. In fondo la bellezza di certi momenti è proprio questa.


anielpep

postato da anielpep alle ore 10:15 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: amore, racconto, sesso, emozioni, cittĂ , me , urban tales


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"Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa.

Credo che sia l'emozione che solo un uomo libero può provare.

Un uomo libero all'inizio di un lungo viaggio, la cui conclusione è incerta.

Spero di farcela ad attraversare il confine.

Spero di incontrare il mio amico e stringerli la mano.

Spero che il pacifico sia azzurro come nei miei sogni.

Spero."

"Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank - La primavera della speranza" (Le ali della libertĂ ), Stephen King


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