Non badate alla forma o agli errori o altre cose tecniche, non sono uno scrittore. Mi piacerebbe suscitare in voi almeno la curiosità di sapere come va a finire. Il racconto è triste, pessimista e bastardo. Insomma, non è certo una ventata di ottimismo. In parte qui dentro ci sono la mia ispirazione di un racconto, venuta così, in una mattinata di luglio e alcune cose che inevitabilmente provengono dalla mia contorta psiche :-) in materia amorosa. Essendo un po’ lunghetto l’ho diviso in più puntate. Ovviamente, i nomi, i fatti e quant'altro sono di pura fantasia, qualsiasi riferimento a a persone o cose è del tutto casuale.
Spero che vi piaccia.
anielpep
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Ci eravamo persi. Eravamo nel bel mezzo della campagna su di una strada ad una corsia, dove a vista l'unica cosa percepibile era l'immensità dei campi coltivati. Lei era rivolta verso il finestrino dal suo lato con un broncio incredibile e lo sguardo scuro di chi sta meditando la frase giusta da dirti per colpire e iniziare una nuova discussione. Perchè si, ci eravamo persi, ma lo aveva detto di non seguire l'istinto e di badare ai cartelli. Quando faceva così da un lato mi incazzavo da morire, ma dall'altro non vedevo l'ora che aprisse bocca per vedere cosa aveva il coraggio di inventarsi. E poi solo in questo modo sarei stato autorizzato a dire la mia senza essere incolpato di aver cominciato io. Guidavo, ma avevo la testa da un'altra parte, pensavo e ripensavo a quella sera nel locale con Tommy, il mio migliore amico di sempre. Forse per questo sbagliammo strada. Mentre cercavo di orientarmi tra la sterminata chioma bionda del grano che si muoveva con il vento, buttavo di tanto in tanto lo sguardo verso di lei per capire se almeno per un istante aveva distolto gli occhi dal finestrino, cercando di incrociare i miei, ma niente da fare. Non smetteva di guardare fuori e fissare la campagna. 7 anni di matrimonio sono relativamente pochi, ma sono sufficienti per renderti conto che quel giorno pieno di felicità e di promesse non hai fatto esattamente la scelta giusta per la tua vita. Nostro figlio si trovava con la nonna materna, una donna odiosa, ma non potevo fare a meno di affidargli Nico, con qualcuno doveva pure stare mentre noi eravamo fuori per il week-end. I miei erano morti già da 3 anni e non c'erano più, mio suocero altrettanto, poverino, non aveva neanche avuto la soddisfazione di accompagnare sua figlia sull'altare, un tumore se lo portò via precocemente. Mi era simpatico quell'uomo, peccato. Mai un litigio con lui, mai parole grosse, solo sorrisi e strette di mano e a dire il vero, poche parole, fin troppo poche, forse è per questo che non c'è mai stato attrito fra di noi. Lui era evasivo ed io altrettanto.
Il nostro week-end doveva essere un occasione per poter appianare i diverbi, stare un po' da soli, respirare aria fresca in montagna e schiarirci le idee nella speranza di tentare un'altra volta di trovare un punto d'incontro. Il nostro obiettivo era quello di ritornare a casa più sereni e magari anche un po' più innamorati, di ritrovare in parte quello che ultimamente si era perso per strada. Invece, non successe niente di tutto questo, anzi la cosa cominciò nel peggiore dei modi, a partire da banali litigi sul caricamento del portabagagli, fino al ritorno a casa in anticipo rispetto all'orario previsto e al suo deciso gesto di sbattere la porta dell'auto prima di scendere, senza nemmeno salutare e buttandoci in mezzo solo un secco e lapidario vaffanculo.
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La prima volta che ho tradito mia moglie non è stato per caso, ma per premeditazione, dovevo fargliela pagare! Non credo che lei abbia mai fatto una cosa del genere nei miei confronti, non ne sarebbe capace, e poi...
Non ne ho mai parlato sul blog finora, perchè l'ispirazione mi portava ad altro, ma vorrei un attimo spendere due parole su un altra mia grande passione, il mare. Ebbene si, dopo la musica e le chitarra la cosa che più in assoluto mi ha emozionato è il mondo sommerso, passione venuta fuori negli anni a partire da quella per la pesca. Pensate che per anni dopo aver studiato l'informatica riflettevo se non sarebbe stato invece il caso di scegliere biologia marina, ma chissà, forse non è mai troppo tardi.
Un post letto stamattina sul blog di giunelblu mi ha portato a scrivere questo, visto che nei nostri cuori, anche di chi il mare lo vive solo come momento di svago in spiaggia per l'abbounzatura ci sono ancora i residui delle vacanze, e per i più fortunati magari non sono ancora finite.
Il mare è meraviglioso, sott'acqua si godono spettacoli inimmaginabili e regna un silenzio assoluto, a parte in agosto quando il ronzio dei motoscafi e percepibile a distanze notevoli. Tuttavia come recita un vecchio proverbio marinaresco "per mare non ci sono taverne", intendendo con questo che trovandosi in difficoltà per mare non ci si può rifugiare da nessuna parte. Questo è vero per imarinai che navigano l'immensità dell'oceano, ma è altrettanto vero anche per chi si avventura in pochi metri di acqua.
Bisogna avere un grande rispetto per il mare e non solo ecologicamente parlando, ma anche come entità indomabile e più grande di noi. Più in generale per tutta la natura se vogliamo. Conoscere i propri limiti non è una debolezza ne tantomeno una vigliaccheria, ma è una consapevolezza necessaria per se stessi e per l'ambiente circostante. Le storie di subacquei che hanno lasciato la loro anima in fondo al mare non si contano, perfino ai più esperti possono capitare degli inconvenienti.
Personalmente sono ben coscientee dei miei limiti, di apneista e di subacqueo, a tal punto che ormai le mie (per altro rare) immersioni si limitano fondamentalmente ad un giro in mare per rigenerarmi, per provare quella magnifica sensazione di sospensione e leggerezza che solo l'acqua ti sa dare. Non mi interessa forzare la discesa alla caccia dell'ultimo improbabile pesce nascosto chissà dove. Piuttosto preferisco tornare a casa con il carniere vuoto ma con la sensazione di rigenerazione fisica che l'acqua salata ti lascia addosso e quella di aver visto riflesso nel blu trasparente filtrato dai raggi solari, scene sommerse di rara bellezza che solo in quel momento e in quel posto potevo gustare.
Ma questo lo dico oggi, perchè sono cresciuto e mi rendo conto. Quando ero ragazzino mi piaceva da matti tuffarmi dagli scogli, più di una volta ho forzato apnee perchè volevo scendere sempre di più, e ci sono state volte in cui ho sofferto di mal di orecchie per giorni, con netta perdità di sensibilità all'udito in quei momenti e un continuo sibilo che mi ronzava in testa.
Attenzione, si parla spesso di sub, ma i pericoli possono essere tanti. Un tuffo sbagliato, un nuotata al largo, niente va preso sottogamba in mare. La settimana scorsa mi trovavo su di una spiaggia libera e poco frequentata, ad un certo punto si sente un urlo in mare, e dopo pochi istanti, tempo di capire cosa stava succedendo, io e mio zio che si trovava con me siamo dovuti correre in acqua a recuperare una donna albanese che stava affongando in soli due metri d'acqua. Una volta fuori, ci ha detto che non sapeva nuotare. Forse l'euforia di un bagno fresco, forse la corrente che con la luna piena dava il suo picco massimo, sta di fatto che una persona che non sapeva nuotare si era ritrovata a fluttuare su e giù con la testa dove non toccava. Se non ci fosse stato nessuno li che sarebbe successo? Chi la tirava fuori? Il suo compagno era con lei in mare, ma neanche lui sapeva nuotare, per fortuna però ha avuto la lucidità di gridare per farsi notare da noi a terra.
Una volta lanciandosi da un grosso scoglio un ragazzo si lesionò un timpano, la violenza con cui arrivo in acqua e la differenza di pressione gli causarono questo danno. Per fortuna non subì grosse conseguenze. Ma non sempre le cose vanno per il verso giusto, nel peggiore dei casi ci si rimette la vita, oppure come altri subacquei che conosco e che nel tempo hanno affrontato le cose con leggerezza, si ritrovano oggi con un otite cronica.
Non voglio fare come al solito il pessimista raccontantovi storie di sciagure marine, ma ricordatevi quello che ho scritto prima, qualsiasi cosa farete in mare o più in generale in acqua. Ricordatevi sempre che il mare è bellissimo, ma non mai va sottovalutato, mai preso sottogamba, mai credere di averla vinta o di avere la situazione sotto controllo. Prendete coscienza dei vostri limiti e rispettate l'ambiente che vi circonda.
Finalmente mi sento un uomo libero, libero di vivere e di potersi esprimere al 100%.
Senza girarci intorno, vi dico subito che io e la mia (ex, ormai) fidanzata ci siamo lasciati, definitivamente. Si parlava di matrimonio, comprare casa, vita insieme, figli...bla...bla...bla, ma è tutto finito. Finito!
Porta chiusa, chiave gettata.
Eh si, è proprio su questi argomenti "scottanti" che vengono fuori gli aspetti più impensabili del carattere di una persona, di quello che non cambierà mai, quello che come disse una volta un prete durante un'omelia, "...è la speranza di tanti che si sposano e credono negli anni di poter cambiare la persona che hanno accanto...queste sono pie illusioni".
7 anni e mezzo. E' triste buttare nel cesso così tanto tempo della tua vita, specie se a questo sono associati tanti bei ricordi, ma l'amore è fatto di equilibri, quando questi iniziano a rompersi uno dopo l'altro è molto difficile rimetterli insieme. E anche se riesci a ripararne uno sarà sempre più debole di prima, come quando incolli i cocci di un vaso che si rompe. I sentimenti sono razionali, mi disse una volta un ragazzo più grande di me e io lo presi per pazzo, per me era una cosa inconcepibile allora. Oggi sono cresciuto un po' e mi rendo conto che forse, tutti i torti non li aveva.
Tempo fa avevo fatto un sogno, se cercate nei post vecchi lo trovate e capirete, la risposta alla domanda di quel sogno è stata liberarsi del peso inutile e proseguire. Si, perchè quando senti che qualcosa ti affanna, ti schiaccia i polmoni e non ti permette di respirare, se ti stai annientando da solo cercando di autoconvincerti che magari alcune cose sono solo strane sensazioni, in quel momento bisogna reagire. E se non ci si riesce da soli occorre un aiuto, fanculo l'orgoglio, bisogna parlare con qualcuno fidato, qualcuno che ci conosce da sempre, qualcuno che senza nessun tornaconto vuole solo ed esclusivamente il tuo bene. Nel mio caso quest'ultima cosa è stata determinante per aprirmi gli occhi e farmi prendere coscienza di quello che provavo realmente e di quelli che erano i segnali che mi rifiutavo di capire. Ho tenuto sempre tutto dentro, ma alla fine sono esploso e ne sono felice, mi sono confidato ed è stato importantissimo.
Ama il prossimo tuo come te stesso. Parole sante, ma io aggiungere che prima però, devi amare te stesso.
Avere accanto la persona giusta non è importante, ma fondamentale. Con questa non devi rinunciare alla tua personalità, ma devi essere libero di esprimerti come vuoi in qualsiasi situazione e in qualsiasi luogo, condividere con lei ogni minimo dettaglio della tua vita. E io mi sono reso conto troppo tardi che tra di noi tutto questo non c'era. Purtroppo la distanza in amore è un'arma a doppio taglio. Da un lato ti da l'impressione che l'amore è forte perchè sopravvive, ma dall'altro ti fa perdere tante cose che, diciamoci la verità, da vicino sono tutta un'altra storia. Ma soprattutto con la distanza di mezzo il tempo sprecato è enorme, e ti fa perdere molte cose e molte risposte che potresti avere invece in tempi decisamente più rapidi.
Vi risparmio i dettagli di come sia finita tra noi due, vi dico solo che è finita male, molto male. Nel vero senso della parola. Credo che se dovessimo incontrarci per strada (cosa tra l'altro veramente improbabile vista la distanza) forse non ci degneremo nemmeno di uno sguardo o ci sputeremo direttamente in faccia. Eppure quella persona 6 mesi fa camminava con me mano nella mano. Ricordo ancora l'ultima volta che ci siamo baciati, sul binario prima che partisse il treno che mi avrebbe riportato a casa. Qualche giorno dopo, poi, iniziò il lento declino che ci ha fatti arrivare fino ad oggi, ma altro non era che la base di uno spavantoso iceberg ghiacciato che fino ad allora aveva mostrato solo la punta e stava aspettando di emergere completamente.
Meglio così. Personalmente mi sento benissimo. C'è una parte di me moribonda che sta esalando lentamente i suoi ultimi respiri perchè non è facile annientarla del tutto in un colpo solo. Ogni tanto grida di dolore e un po' si fa sentire. Un'altra invece è già venuta fuori, ha voglia di vivere, di recuperare il tempo "perduto" di darsi da fare finchè può in tutto e per tutto, per me, per chi mi sta intorno, e per chi verrà e meriterà da parte mia una qualsiasi forma di amore.
Anche se con un po' di ritardo la mia settimana scorsa si è conclusa, oggi!!!
Diciamo che me la sono cavata egregiamente, non so se è stato per una questione di culo, dato che il cliente mi ha dato l'impresisone di essere già proiettato verso le vacanze oppure sono diventato veramente bravo
Comunque mi è rimasto ancora un po' da fare ma la settimana si preannucia in discesa, almeno lavorativamente. Sentimentalmente...è meglio che non ci penso, ormai ho le ore contate e speriamo che Dio me la mandi buona in un senso o nell'altro.