domenica, 11 maggio 2008

Progetto Stratocaster - Fase 3 Assemblaggio

Disclaimer:
Sebbene qualcuno, fin troppo buono, mi ha fregiato del titolo di "liutaio" ci tengo a precisare che questo post come i precedenti in materia non è un trattato di liuteria, ma semplicemente la condivisione della mia esperienza nell'assemblaggio dello strumento e i vari passi che mi hanno portato con successo al raggiungimento dell'obiettivo previsto.
Quella che segue è una descrizione dettagliata che non tutti avranno voglia di leggere, ma mi auguro che gli "addetti ai lavori" possano trovarla interessante e/o utile.


Strumenti necessari
  •  Calibro;
  •  Cacciaviti a stella e piatti di varie misure;
  •  Chiavi a brugola di varie misure; 
  •  Trapano manuale con punte almeno da 2, 3 e 4 mm;
  •  Punteruoli con punte da almeno 2, 3 e 4 mm;
  •  Chiavi da 10 mm, o piccola chiave inglese regolabile;
  •  Saldatore a stagno;
  •  Morse di diversa misura;
  •  Molta pazienza
Ho optato per il trapano a mano (di quelli usati nel modellismo) perchè ho voluto evitare di proposito la potenza di un trapano elettrico. Dubito che un liutaio professionista si metta a fare i buchi a mano, ma io non avendo esperienza, per non rischiare di fare danni ho preferito andarci con i piedi di piombo dal momento che il legno è delicato, quindi ho usato un trapano con il quale poter dosare la giusta forza.

Fasi dell'assemblaggio

Dopo aver letto molti forum che trattano di liuteria ed altri argomenti inerenti la costruzione delle chitarre, ho deciso che nell'ordine i passi da seguire sarebbero stati:
  1. Montaggio meccaniche e ponte;
  2. Schermatura del vano;
  3. Foratura e montaggio manico;
  4. Montaggio pickguard e saldature;
  5. Montaggio corde e setup finale.
Si comincia...

(Le foto che trovate di seguito sono state scattate per la maggior parte senza luce naturale. Questo perchè, causa impegni lavorativi, escluse le ultime fasi della lavorazione, tutto il resto è sempre stato eseguito in notturna...dalle 21.30 in poi, ad oltranza..., solo la prima sera per prendere le misure per allineare le meccaniche e decidere il da farsi sono stato fino all'una di notte)


1. Montaggio meccaniche e ponte

E' stato fondamentale questo passo per il futuro allineamento del manico al corpo. Onde evitare di montare il manico storto, occorrono dei punti di riferimento precisi sui quali tendere le corde. Solo le corde tese sulla tastiera (almeno le due esterne) sono in grado di rivelare il corretto allinamento del manico.
Ma se il manico non è montato come si fanno a tendere? Inoltre, le corde di metallo per tendersi e mantenersi dritte hanno bisogno di una bella forza, una cosa impossibile da fare senza un supporto rigido.

Ho usato una tecnica molto banale, non potendo usare le corde vere ho preso un altro materiale a filo, molto robusto ma più morbido: il filo da ricamo. Si riesce a tendere senza molta forza e resiste abbastanza prima di rompersi senza però esercitare la trazione di una corda in metallo. Credo comunque che sarebbe andato bene anche un qualsiasi materiale tipo nylon o simili.

Innanzitutto le meccaniche. Fortunatamente i fori da 10mm per inserirle sulla paletta erano già fatti. Quini ho dovuto solo fare quelli che si vedono in foto per avvitare la meccanica e dargli più sostegno. Sempre sulla paletta dopo aver preso le opportune misure ho installato gli abbassa corde. Di solito le strato ne portano uno, solo quelle con il palettone anni 70 ne hanno due. Io ho preferito metterne comunque due in modo che solo la 5° e la 6° che hanno una corsa più corta dal capostasto alla meccanica rimanessero fuori, in quanto non hanno bisogno di essere abbassate ulteriormente, mentre tutte le altre si, dato che la paletta strato è dritta e non inclinata come in altre chitarre.

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Fatto questo, sono passato al ponte. E' stata la cosa più semplice da montare. I 6 fori erano già presenti sul body, metre quelli dietro per la placca su cui agganciano le molle no. Dato lo spazio ristretto e la posizione, per fare i buchi ho dovuto usare i punteruoli, e poi fare in modo che la vite stessa creasse il suo alloggiamento naturale con l'avvitatura. Attenzione però, non tutti i ponti a 6 viti hanno la stessa distanza tra un foro e l'altro! Trovandomi i buchi già fatti mi sono dovuto adattare, e comprare il ponte giusto non è stato semplice.

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2. Schermatura vano


Un lavoro s
emplice anche questo, occorre rivestire tutta la cavità del legno e la parte di sotto del pickguard con materiale conduttore, in modo che una volta chiuso crei una piccola gabbia di Faraday e possa proteggere da fastidiosi rumori a volumi alti. Esistono diverse opzioni, io personalmente ho optato per l'alluminio adesivo, che si trova comunemente in ferramenta. Identico a quello che si usa in cucina per consisteza e spessore, solo che ha la comodità di avere un lato adesivo che facilita molto il lavoro in questione. In alternativa si sarebbe potuto usare il rame.

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3. Foratura e montaggio manico

Avendo i punti a cui attaccare le "corde", si procede con l'allinemento del manico. E' una cosa che mi ha portato via molto tempo, proprio per non sbagliare e trovare la tecnica giusta. Anche se l'incasso nel body è già fatto, il rischio di montare il manico storto è alto. Il gioco che può avere il legno è parecchio, ed inoltre c'è da tenere conto che in materia di strumenti musicali basta un millimetro per sbagliare. Addirittura, leggevo su alcuni forum che si può rischiare di avvitare il manico storto anche avendo i buchi già fatti sullo stesso. Ossia, tutto ciò potrebbe accadere anche prendendo una chitarra già fatta, smontando il manico e rimontandolo senza la dovuta attenzione. Se mai vi venisse in testa di fare una cosa del genere per esigenze varie, prestate la dovuta attenzione nel riavvitarlo.
E' stata l'operazione che ho eseguito con più attenzione di tutte e senza dilungarmi nei vari tentativi che ho fatto, vi dico direttamente la soluzione.

Si tiene fermo il manico al corpo come se fosse montato, tramite l'ausilio di una morsa, non troppo stretta in modo da poter lasciare la possibilità di cambiare posizione se necessario. Fatto questo si tendono le "corde" esterne. Si potrebbero usare anche corde vere a questo punto, ma secondo me è peggio, perchè comincerebbero ad esercitare troppa forza rendendo il lavoro difficile. Si controlla bene l'allineamento, e qui i chitarristi non dovrebbero avere troppa difficoltà ad immaginare che lo spazio tra la corda e la fine della tastiera deve essere equidistante sia per la 6° che per la 1°.
Stabilita la posizione giusta si stringe la morsa in modo definitivo. Sempre per mia fortuna, i buchi per per viti del manico che trapassano il body erano già fatti. Ma sulla maggior parte dei semilavorati è così. Quindi ho inserito un punteruolo come se fosse una vite e ho iniziato a fare il solco per i buchi.


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Una volta fatto questo si allenta la morsa, si stacca il manico e si procede a forarlo. Le viti sono da 4 mm ma io ho iniziato a fare il foro da 2, poi sono passato a 3, e poi ho allargato un po' il buco sempre tramite punteruolo. Sarebbe stato utile avere una punta da 3,5 ma non avendola, lo 0,5 necessario me lo sono creato da solo. Non bisogna fare i buchi dello stesso diametro della vite, in quanto dopo avvitando si rischia che diventino troppo larghi. Anche se, devo dire la verità, svitando il manico di un altra chitarra (comprata già bella e fatta) la vite non ha fatto la minima resistenza in forza, ne in uscita ne in entrata. Quindi ne deduco che i fori erano fatti esattamente della stessa misura. Mi resta il dubbio.

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Fatti i buchi si rimette il manico ripetendo le stesse procedure di allineamento viste prima (che palle) :-) stringendolo con la morsa, dopodichè si procede ad avvitarlo. I buchi da me effettuati non erano esattamente da 4 come ho detto ma da 3,5 . Inutile dirvi che la resistenza del legno era davvero tosta, ma adesso è attaccato molto saldamente.



4. Montaggio pickguard e saldature.

Di qui in poi è tutta una passeggiata. Si monta il pickguard incastrandolo negli appositi scassi, si avvita, e si fanno le saldature. A questo punto si può montare anche la placca per il jack di uscita.
Piccola nota: probabilmente, e dico così perchè non lo so con certezza, non tutti i pickguard sono uguali in quanto a misure e fori. In particolare mi sembra di aver capito che ci sono delle differenze tra quelli anni 50, anni 60... e via discorrendo. Quindi se comprate un body con i fori già fatti, assicuratevi che siano quelli giusti, altrimenti vi toccherà rifarli nelle posizioni corrette come ho dovuto fare io. Per inciso, si tratta di pochissimi millimetri di differenza o anche meno, il che rende difficile l'operazione. Ossia si rischia di rovinare il legno tentando di fare un foro troppo vicino ad un altro già fatto. Per fortuna mi è andata bene, qualche foro coincideva, ma la maggior parte no, e li ho dovuti fare con grande attenzione.
Oppure,  qui il mio dubbio, i fori sul mio body non erano stati fatti con precisione.

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5. Ultimazione e setup.

Last but not least: montaggio corde. Senza quelle non suona niente. Di solito uso una scalatura 9-42, ma per la strato ho preferito 10-46, dal momento che ha bisogno di un suono più "ciccione" e robusto. Questa parte sull'intonazione meriterebbe pagine e pagine. Qui si entra nella vera e propria competenza liuteristica e soprattutto nella fisica dell'acustica. Se fin qui si può dire che il lavoro era in parte manuale, qui c'è poca manualità, ma molto da sapere. Regolazione delle molle per controtensione alle corde, altezza delle sellette per l'action che si desidera, lughezza per l'intonazione degli armonici, altezza dei pickup in base alla posizione e curvatura del manico con il truss rod.

Ho regolato tutto secondo manuale e secondo le mie preferenze al tocco. L'unica cosa a cui non ho messo mano (e forse sono stato fortunato) è il truss rod, in quanto mi sembra che la dirittura del manico si è mantenuta ottimale anche dopo aver teso le corde con l'accordatura desiderata. Il truss rod, si sa, è la bestia nera del setup chitarristico dato che si rischia seriamente di fare danni se non si usa con cautela. Ancora adesso dopo parecchi giorni tengo comunque d'occhio la situazione per evitare di avere sorprese con il tempo, e verificare se il manico effettivamente riesce a contrattaporsi alla tensione delle corde rimanendo dritto.
Per non dilungarmi troppo sull'argomento, che come ho detto merita molto, rimando i più interessati allo studio sul sito www.guitarmigi.it in cui potete trovare anche tanto altro in materia di chitarre e regolazioni. Cose che secondo me un chitarrista dovrebbe sapere.

Il risultato finale è quello che vedete nelle foto a seguire. A breve registrerò qualcosa per farvi sentire come suona, perchè suona, altrochè se suona... ;-) diciamo che ho raggiunto il mio scopo. Il suono è bello squillante, forse dovuto soprattutto all'ampiezza dello scasso per alloggiare i pick up e al legno di tiglio.
Dopo aver suonato sempre chitarre metallare con humbucker feroci ad alto output, era venuto il momento di avere uno strumento con un feeling e un approccio diverso nel modo di suonare e al timbro ricercato. Il solo spit coil per ottenere l'effetto twang non basta, fidatevi. Adesso che ho provato dei veri single coil su uno strumento concepito per quelli, ne sono ancora più convinto. Questa strato nasce per suonare quei pezzi blues tipo SRV, brani dei Pink Floyd, Jimi Hendrix, etc...insomma la morte sua :-).

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PS.
Non so se avete notato dalle foto, ma manca la placchetta di plastica sul retro che copre l'accesso al ponte. Dopo tanto studio, una cosa mi sono dimenticato di comprarla , che ci volete fare nessuno è perfetto, ma non tutti i mali vengono per nuocere così è molto più Hendrixiana, non trovate?


Per chi fosse interessato, questi sono i siti da cui ho comprato:
  • www.ebay.it - Imprescindibile punto di riferimento, si trovano tantissime buone occasioni.
  • www.axesrus.com - Il miglior sito di guitar parts in europa, dettagliatissimo.
...e questi quelli su cui mi sono documentato:
  • www.stewmac.com - Oltre ai componenti ci sono interessantissimi tutorials, in inglese.
  • www.guitarmigi.it - Ottimo sito per tutto quello che concerne il setup della chitarra.
  • www.accordo.it - Interessante punto d'incontro tra veri professionisti dello strumento.
  • www.neesk.com/forum - Un altro interessante forum a cui attingere notizie e suggerimenti.
Inoltre se doveste intraprendere quest'avventura anche voi e volete chiedermi qualcosa, fate pure, sarò ben lieto di aiutarvi.
postato da anielpep alle ore 16:55 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: musica, arte, conoscenza, chitarre, liuteria, condivisione, progetto statocaster


giovedì, 17 aprile 2008

Progetto Stratocaster - Fase 2 acquisto

L'indagine di mercato è stata lunga, interessante, ma a volte davvero noisa per la vastissima scelta di componenti di cui c'è solo l'imbarazzo, e prima di arrivare al verdetto finale ho dovuto considerare mille opzioni. Ma alla fine sono soddisfatto, più di quando ho acquistato il body se devo dirla tutta, dato che lo presi quasi per scherzo, senza sapere che farne.

Partiamo dal fatto che comprare in Italia non è stato possibile, vuoi perchè i normali negozi di strumenti non sono così forniti, vuoi perchè se ti rigolvi ad un liutaio i prezzi sono talmente alti che devi accenderti un mutuo, vuoi perchè non esistono negozi online italiani specializzati, vuoi per il prezzo troppo alto in euro ...insomma per farla breve, è stato meglio rivolgersi all'estero.

Avevo pensato USA, con il cambio favorevole in euro ci avrei guadagnato, ma le spese di spedizione sono troppo alte e alla fine mi sono rivolto al mercato europeo, Regno Unito per la precisione, acquistando da due diversi fornitori, ma solo per una questione di prezzi e compensazioni varie in rapporto alla spesa e alla spedizione, altrimenti avrei potuto comprare benissimo tutto dalla stessa persona. Cambio sfavorevole con la sterlina, ma sempre meno di quanto mi hanno chiesto altri negozianti italiani.
Da premettere che, spesso nella notazione anglosassone si usano i pollici e sinceramente non è stato facile racappezzarsi. Anzi finchè non avrò montato tutto non potrò dire di essere certo delle mie misurazioni :-) nonostante sia impazzito con il convertitore in una mano e il calibro nell'altra.

Trovandomi ad affrontare la spesa ho acquistato tutto il necessario, quindi adesso comincia il bello, il montaggio!

Il "kit" prevede:

Body

Fase 1 - Body 5
Tiglio, colorazione sunburst due toni.
(Vedi post precendente)

















Manico

Manico 1Manico 3
Tutto in acero con tastiera dello stesso colore, molto bella la rifinitura "nicotine". In realtà doveva essere con la tastiera scura, in palissandro, ma per un piccolo disguido del venditore mi è arrivato questo, che per fortuna era delle stesse misure, ma solo con la tastiera diversa.
Ovviamente non mi sono imbarcato in una restituzione rispedendolo in Inghilterra, sarebbe passato altro tempo prima di vedere il mio progetto proseguire quindi me lo sono tenuto così com'è, anche perchè, è davvero bello.
Forse non proprio esteticamente perfetto in accoppiata al resto con gli abbinamenti di colore, ma è tutto più originale cosi, e poi potrò sempre cambiare quello che mi pare quando vorrò.





Pickguard

pickguard 3
Tartarugato con manopole e pickup color "aged" invecchiato, elettronica già cablata.
Qui non ho voluto avventurarmi nell'arte dell'elettronica e ne ho preso uno preassemblato, anche se alla fine alcune saldature mi toccherà comunque farle per la massa al ponte e l'uscita la jack.
E comunque, alla luce del senno di poi non è niente di trascendentale. L'altro giorno ho sostituito per la prima volta un pickup sull'altra chitarra, cosa che non avevo mai fatto e devo dire che seguendo bene la teoria e un po' manualità accoppiata al buon senso, si riescono ad ottenere i risultati.

Il preassemblato è un Wilkinson,  single coil con magneti in alnico 6.8k. Quindi con una gamma molto armonica in evidenza, per il tipico suono twangy style dei 60/70, e in generale delle strato. I poli sono staggered, quindi smussati e di diversa altezza in base alla corda sotto la quale staranno. Diciamo che stando ai parametri costruttivi, questi componenti dovrebbero darmi esattamente il suono che mi aspetto, ossia quello che sto ricercando, dato che le altre chitarre in mio possesso montano tutte humbucker con DC resistance molto alto, e quindi per natura inclini a suoni più "scuri" e potenti.

Hardware

Hardware 2
Ponte vintage stratocaster a sei viti (non originale), quello classico che più classico non si può, in versione Gold e barra con terminale in plastica nera.
 
Meccaniche sei in linea sempre in gold (non originali). I modelli vintage non mi piacevano molto, quindi ne ho scelto un tipo dal design più attuale.

Jackplate a conchiglia, classico stratocaster, compreso di socket mono a cui saldare l'uscita.

Viti e vitarelle varie, supporti e molle per il ponte, e abbassacorde da piazzare sulla paletta.




La prima operazione sarà installare il ponte e le meccaniche. Sembrerà bizarra come scelta, ma ho bisogno di punti di riferimento precisi per allineare il manico con il body e quindi mi serve di vedere in che direzione vanno le corde. Quindi ho bisogno degli appigli ai due estremi.

In pratica, siccome il manico non ha i fori per le viti che lo manterranno al body, per farli precisi ho bisogno di controllare quello che sarà il futuro allineamento dello stesso con la struttura della chitarra. Quindi montando (senza tendere) la prima e la sesta corda (ma sarebbe uguale anche con un qualsiasi materiale a filo) ci si rende conto subito dell'allineamento rispetto alla tastiera, e di conseguenza del manico rispetto al corpo.

Infine ecco una panoramica della chitarra completamente smontata da cui partire per l'impresa. (vai alla Fase 3 -> Assemblaggio)

Panoramica 4Panoramica 3


postato da anielpep alle ore 21:03 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: musica, arte, presentazione, chitarre, liuteria, me , progetto statocaster


mercoledì, 26 marzo 2008

Musica e ideologie: una riflessione

Vorrei affrontare con voi un dibattito più interattivo rispetto ai soliti post, per sapere come la pensate in proposito.
Mi è capitato più volte di parlare dell'argomento (dal vivo e su internet) e so di muovermi in un terreno minato, ma l'argomento non può non meritare la dovuta attenzione. Parliamo di musica a titolo di esempio, ma la cosa si estende facilmente anche al resto.


Le opere d'arte (canzoni) sono concepite (scritte) da persone che hanno (almeno il più delle volte) una reale ispirazione che riversano in una certa forma d'arte (forma musicale). Queste persone come tutte le altre hanno le loro idee, i loro modi di vedere le cose, e in un mondo libero possono essere in grado di esprimersi senza freni di nessuna sorta (la famosa libertà di pensiero e di parola propinata dalle costituzioni democratiche).
A questo punto casca l'asino.
Perchè di una canzone ci si può innamorare anche senza sapere quello che dice (in questo la musica fa miracoli lo sapete) o meglio, diciamo senza conoscerne la parte più propriamente esplicita, per quanto ovviamente possa esserlo. Quanti di noi si studiano il testo di una canzone scritta in un'altra lingua per capire realmente cosa dice e cosa significa? E se anche per alcune canzoni questa cosa si può fare, non è fattibile mica per tutte? Inoltre, spesso tra le parole utlizzate e il senso primario che l'artista (o presunto tale) si proponeva ci passa di mezzo un abisso, per non parlare dei pezzi totalmente strumentali, da quali sentimenti scaturivano nel momento della loro composizione? Un semplice titolo sa essere sufficientemente esplicativo?

Si possono scindere arte e ideologie, o devono rispecchiare entrambe il nostro modo di essere al 100%? Io credo che se così fosse, probabilmente ciascuno di noi ascolterebbe un solo disco nella sua vita, se non addirittuta una sola canzone, guarderebbe un solo quadro e andrebbe a vedere un solo film al cinema. 

Un tempo mi rifiutavo di ascoltare ciò che ideologicamente non mi andava a genio, ma ero più piccolo e molte cose mi facevano paura solo a pensarle. Ora sono più largo di vedute, nel senso che ascolto anche ciò che non posso condividere, restando in ogni caso della mia idea e dando un senso magari più personale a ciò che mi provoca emozioni (di qualsiasi tipo) ma cosciente del fatto che c'è qualcosa che non è al 100%, restandone tuttavia attratto in una sorta di "fascino malato" e cercando di prendere sermpre quello che (a mio parere) di buono c'è. Chiaro che obiettivamente bisogna parlare di un qualcosa che rientri nella definizione di arte nel senso più stretto del termine, il che nonostante tutto, è molto opinabile come concetto.

Insomma, la domanda potrebbe essere formulata in un altro pericolosissimo modo, giusto a titolo di esempio: un giorno potreste ritrovarvi ad ammirare degli acquerelli e magari escalamare "bello, mi piace!"...
...ma se dopo veniste a sapere che si tratta dei dipinti che il giovane Hitler presentò per essere ammesso (cosa che non successe) all'accademia delle belle arti di Vienna?
postato da anielpep alle ore 16:14 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: pensieri, musica, riflessioni, arte, riflessione, provocazione


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"Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa.

Credo che sia l'emozione che solo un uomo libero può provare.

Un uomo libero all'inizio di un lungo viaggio, la cui conclusione è incerta.

Spero di farcela ad attraversare il confine.

Spero di incontrare il mio amico e stringerli la mano.

Spero che il pacifico sia azzurro come nei miei sogni.

Spero."

"Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank - La primavera della speranza" (Le ali della libertĂ ), Stephen King


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