giovedì, 30 ottobre 2008

Fiore sull'asfalto

Un fiore che cresce sull'asfalto, è simbolo di speranza e di vita.

L'asfalto è nero, duro, apparentemente impenetrabile.
Gelido e sdrucciolevole d'inverno, caldo e appiccicoso nelle torride estati.

Vedere una fiorellino che con la sua forza sbuca da sotto sfondandolo per raggiungere la luce del sole mi è capitato una sola volta nella vita.
E' possibile!
Si, è possibile che in tutto quel nero e quella durezza possa nascere qualcosa.
E' un grido di speranza, ma spesso viene soffocato dal pessimismo. Forse bisognerebbe sempre credere in qualcosa, perchè è l'unica opportunità che ci resta per trapassare quello strato di solida pece che riveste il manto stradale della via che non porta da nessun'altra parte, se non verso la fine.
postato da anielpep alle ore 10:10 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: amore, riflessioni, speranza, tempo, violenza, attualitĂ , societĂ 


martedì, 15 luglio 2008

benessere

Che cos'è?
Chi di voi vive nel benessere? Forse nessuno.

In genere al benessere è associato uno stile di vita lussuoso, pieno di orpelli inutili o pseudo tali, di caviale e di champagne. Oppure, semplicemente, in altri termini va inteso fisicamente, e quindi, come si suole dire, quando c'è la salute c'è tutto (affermazione per altro sacrosanta).

Certo nell'Italia di oggi è difficile parlare di benessere quando si sente dire ogni santo giorno in TV che le famiglie non arrivano a fine mese, e che bisognerebbe occuparsi delle pensioni e degli stipendi, che ahimè, nonostante si lavora (e tanto) non aumentano mai.

Ma la vita, come direbbe qualcuno è una questione di prospettive e di misure di grandezza. Non ce la passiamo bene, forse è vero, ma siamo comunque delle persone che se una cosa non ci va di mangiarla, la lasciamo nel piatto. E si sa dove va a finire poi...
Ieri ho visto gente prendere dell'acqua, appena comprata, che  non hanno finito  di bere durante il pranzo. Una bottiglia di due litri era troppo, e l'hanno gettata.

Se non è benessere questo...

Oggi ho comprato un'altra chitarra è ho speso parecchi soldi, ne ho già 5, che me ne dovevo fare di un'altra? Eppure, anche se in parte la mia coscienza mi ha fatto esitare per qualche giorno, alla fine l'ho presa, era l'oggetto del mio desiderio, di quello che mascherato da passione (quella per la musica) in realtà altro non era che un desiderio terreno di possesso. Di fottuto possesso.

Questo post forse rischia di essere retorico, se non lo è già stato, ma alle volte ti capita così di riflettere istintivamente, di getto, basta una piccola scena per farti venire in mente un miliardo di cose. Forse mentre quei ragazzi gettavano l'acqua qualcuno da un'altra parte del mondo aveva sete. Forse quando io stamattina ho buttato mezzo stipendio senza pensarci troppo, qualcuno da un'altra parte non sapeva come fare per vivere, o per dare da mangiare ai suoi figli.

Queste cose non le penso solo io, le pensiamo tutti ogni tanto, ma dopo poco si risolve il problema. Domani mattina magari mi sarò già scordato di questi ragionamenti, pensando solo a qello che devo fare per terminare al più presto la noiosa giornata di lavoro che mi aspetta con i 35 gradi che ci sono fuori.

Strano mondo, eh?!

martedì, 08 luglio 2008

Concerto di pino daniele


"Je so' pazzo, e oggi voglio parlare."

Patetico!
E' veramente patetico che uno spettacolo di grande musica come doveva essere questo concerto si sia rivelato alla fine un continuo tentativo di riscatto per Napoli, i suoi problemi, le sue contraddizioni, i rifiuti e la stramaledetta raccolta differenziata.

Non sono andato a piazza Plebiscito, pur essendo distante appena una quindicina di kilometri da casa, ma l'ho visto in TV e sinceramente speravo di godermi un po' di musica suonata come si deve da grandi artisti.
Invece, se musicalmente il concerto è stato bello, e non poteva essere diversamente, anche se non è esattamente il tipo di musica che piace a me, non mi è andato proprio giù che si sia usato il concerto come pretesto politico per parlare sempre delle stesse cose, interrompendo ogni 5 minuti le canzoni per fare mediocri interviste nel back stage e dire in continuazione le solite frasi, ripetute fino alla noia: Napoli non è una carta sporca ...bla...bla...bla...raccolta differenziata...bla...bla...bla...ministero dell'ambiente...bla...bla... Prestigiacomo..... rinascita... E basta, ECCHECCAZZO!!!

Sembra che in giro ci sia solo pena e compassione per questa città e le persone che la vivono ogni giorno (tra cui il sottoscritto).  Adesso capisco l'incazzatura di chi aveva comprato il biglietto tanto tempo addietro pensando che si sarebbe ritrovato al concerto dei suoi artisti preferiti a suonare insieme dopo 30 anni. Mi spiace che Pino abbia ceduto a certe cose, perchè sicuramente l'organizzazione dell'evento è passata pure da lui. Scopo nobile per carità, ma portato troppo all'estremo dalla Rai e dal governo. Non ce l'ho fatta nemmeno a vederlo tutto, basta vedere a che ora sto scrivendo qui.

"Je so' pazzo, nun ce scassate 'o cazzo."


postato da anielpep alle ore 21:58 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: musica, politica, canzoni, emozioni, attualitĂ , cittĂ , chitarre, societĂ , provocazione, munnezza


sabato, 05 luglio 2008

Per colpa di chi?

Vi racconto tre storie, due vere e l'ultima di fantasia, ma molto probabile che sia realmente accaduta. Dedico questo post a tutti quelli che a causa di fatti completamente estranei a loro hanno subito delle conseguenze inaspettate ed immeritate.

Prima storia:
Conosco una coppia di conterranei che sono emigrati a Milano per lavoro, si sono sposati e adesso vivono li, hanno comprato la loro casa e deciso di rimanere, perchè purtroppo per loro le prospettive nella città di origine non sono tante. Una storia molto comune, quasi ordinaria tra noi meridionali. Peccato che il lavoro in questione lo avessero trovato come addetti alle pulizie preso la famigerata clinica Santa Rita al centro dello scandalo malasanità di questi ultimi tempi. I due avevano fatto una scelta di vita che si è vista bruciare così, da un giorno all'altro, adesso sono temporenamente senza lavoro.
Per colpa di chi?

Seconda storia:
Vi ricordate quando Calderoli indosso la maglietta blasfema su Maometto qualche anno fa? In quei giorni, i proprietari dall'azienda presso cui lavoro si trovavano in Qatar, paese notoriamente musulmano. Avevano un importante appuntamento con dirigenti ad alto livello europeo ed internazionale di una nota marca di prodotti tecnologici per automobili con lo scopo di far si che uno dei progetti a cui avevamo lavorato in precedenza, venduto a Roma e Milano, potesse conquistare anche quel mercato. Insomma, era un ottima opportunità.
Inutile dirvi che gli appuntamenti in questione con le persone del posto interessate sono saltati e tutti i propositi commerciali finiti.

Per colpa di chi?

Terza storia:
(tratta da un intervento del geniale Maurizio Crozza in TV)
Una mattina a New York, un barbone si sveglia, annoiato dalla vita di merda che fa, decide di andare in banca a chiedere un prestito per comprare una casa (leggi mutuo).

Barbone: "Buongiono, voglio un prestito per comprare una casa da un milione di dollari!"
Banchiere: "Bene, amico clochard, cosa hai da darmi in garanzia?"
Barbone: "mmm...vediamo, questa bottiglia di wiskey!!!"
Banchiere: "ok...e poi...qualcos'altro?"
Barbone: "mmm....ci sono, mia sorella! E' morta 10 anni fa"
Banchiere: "Ok barbone, firma qui, da domani puoi andare a vivere nella tua casa da un milione di dollari"

Il genio della finanza americana concede il prestito al barbone anche se sa benissimo che non glielo restituirà mai. Tanto il rischio dell'operazione lo può ripartire sugli altri mutui della povera gente che lavora e paga regolarmente le rate, basta una piccola manovra sui tassi di interesse, giocare con la borsa e i mercati, è semplice. Fosse stato solo per un barbone magari ce la saremmo cavata, ma per migliaia di sub prime?
Oggi l'economia americana rischia il tracollo, e già buona parte della crisi e della recessione si fanno sentire. Speriamo che non peggiora perchè volenti o nolenti lo tsunami finanziario che si generebbe potrebbe colpire tante persone che di fatto con quel/quei finanziere/i scellerato/i non c'entravano nulla, ma che ne dovranno pagare le conseguenze.
Per colpa di chi?
lunedì, 23 giugno 2008

no comment #2

Da oggi apro ufficialmente questa rubrica, di cui siamo già al numero due, per fatti che è superfluo commentare troppo e che ti lasciano così, come dire, interdetti.

Oggi ho letto una notizia che rientra a pieno titolo in "no comment":

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/molise-terremoto-wi-fi/molise-terremoto-wi-fi/molise-terremoto-wi-fi.html


Sinceramente penso che si rasenta il ridicolo
.


Ps. Se avete segnalazioni da farmi in materia di no comment, fate pure
postato da anielpep alle ore 08:35 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: informatica, internet, notizie, no comment, barzelletta, attualitĂ , vergogna, societĂ , scandalo, minkiata, urban tales


Chi sono

Utente: anielpep
Uno sempre in ritardo su tutto, tranne agli appuntamenti.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


"Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa.

Credo che sia l'emozione che solo un uomo libero può provare.

Un uomo libero all'inizio di un lungo viaggio, la cui conclusione è incerta.

Spero di farcela ad attraversare il confine.

Spero di incontrare il mio amico e stringerli la mano.

Spero che il pacifico sia azzurro come nei miei sogni.

Spero."

"Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank - La primavera della speranza" (Le ali della libertĂ ), Stephen King


Commenti recenti

PV64 in un saluto

Archivio

oggi
--- 2009 ---
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte