Ti ho vista da lontano, girata di spalle, vestita da hostess in un gazebo sotto quale era esposta un automobile per la pubblicità. Io ero in pausa pranzo e stavo facendo un piccolo giro prima di risalire in ufficio e passavo di li per caso. Da dietro in lontananza ero quasi certo che fossi tu, improbabile si, ma non impossibile - Che ci fai qui? - mi sono chiesto - E adesso? Che faccio? Cosa ti dico? - Un'occasione del genere quando mi sarebbe ricapitata, dovevo pensare e agire in fretta, prima che tu ti accorgessi di me.
Ti ho incontrata una volta e senza volerlo hai scolpito qualcosa nel mio cuore quella sera, e poi le nostre strade si sono divise, apparentemente per sempre. E invece, in una fresca giornata di autunno eccoti di nuovo, capelli ricci e lunghi, camicetta azzurra intonata con gli occhi, sguardo penetrante.
Resto li fermo, imbambolato a guardare da lontano, un po' scostato, aguzzando lo sguardo al di sopra degli occhiali da sole. Faccio finta di essere interessato alla macchina, ma in realtà sto guardando te, che nel frattempo, con un depliant in mano stai spiegando di cosa si tratta ad un potenziale cliente che da poco si era fermato. Forse la tua collega, quella seduta al tavolino, se n'è accorta, infatti mi guardava con fare sospetto come a chiedersi cosa volesse quel tipo tanto da guardare così insistentemente. Tu no, fai il tuo lavoro e non ti accorgi di me. Io continuo a fissarti chiedendomi se sei tu o sei solo l'immagine sfocata di un ricordo che la mia mente vorrebbe vedere. Mi avvicino ancora, tolgo gli occhiali, devo vederti meglio. Nel frattempo continui a parlare con quell'uomo, ma per un attimo alzi lo sguardo e mi vedi. Ti fermi un secondo esatto a fissarmi e poi ti giri di nuovo verso di lui e continui a parlare sorridendo. Quel sorriso di plastica, di circostanza, per essere cortesi con il cliente, che però sul tuo viso ha comunque un enorme fascino.
No, non sei tu. Nel tuo ultimo sguardo, così somigliante alla mia lei di una sera d'estate ho capito con certezza che non lo eri. Per quanto la somiglianza alle volte sia impressionante sono i piccoli dettagli a fare la differenza, e a quel punto per me diventi una come tante. Rimetto gli occhiali e proseguo la mia camminata, di li a poco sarei dovuto tornare in ufficio a lavorare. Bella l'illusione di averti rivista, ma non eri tu, bensì quel sogno che inseguo da tanto tempo, quel qualcosa che inconscientemente continuo a cercare ma che tento a tutti i costi di reprimere con la mia razionalità.