martedì, 27 gennaio 2009

27 gennaio

Come ogni anno in questo giorno, dedico un post alla memoria degli orrori che sono stati commessi durante la seconda guerra mondiale.
Non so perchè, ma mi tocca dentro questo argomento. Sarà che rapprensenta la summa della follia umana portata all'estremo, l'odio più becero, intransigente ed immotivato. La persecuzione del debole, del diverso. Sarà che da piccolo ho letto un libro sull'argomento molto significativo. Sarà che mia nonna raccontava sempre del nonno deportato nei campi di concentramento (poi fortunatamente ritornato a casa).

Retorico forse? No, non credo di esserlo. Anzi dovremmo ricordarci ogni giorno degli orrori che ci passano sotto il naso, ma che al contrario di quello che oggi viene commemorato, non passano alla storia.
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categoria: storia, memoria, violenza, vergogna, ricordo, societĂ , me


venerdì, 17 ottobre 2008

Sogni ad occhi aperti - (Eri tu? O no?)

Ti ho vista da lontano, girata di spalle, vestita da hostess in un gazebo sotto quale era esposta un automobile per la pubblicità. Io ero in pausa pranzo e stavo facendo un piccolo giro prima di risalire in ufficio e passavo di li per caso. Da dietro in lontananza ero quasi certo che fossi tu, improbabile si, ma non impossibile - Che ci fai qui? - mi sono chiesto - E adesso? Che faccio? Cosa ti dico? - Un'occasione del genere quando mi sarebbe ricapitata, dovevo pensare e agire in fretta, prima che tu ti accorgessi di me.

Ti ho incontrata una volta e senza volerlo hai scolpito qualcosa nel mio cuore quella sera, e poi le nostre strade si sono divise, apparentemente per sempre. E invece, in una fresca giornata di autunno eccoti di nuovo, capelli ricci e lunghi, camicetta azzurra intonata con gli occhi, sguardo penetrante.

Resto li fermo, imbambolato a guardare da lontano, un po' scostato, aguzzando lo sguardo al di sopra degli occhiali da sole. Faccio finta di essere interessato alla macchina, ma in realtà sto guardando te, che nel frattempo, con un depliant in mano stai spiegando di cosa si tratta ad un potenziale cliente che da poco si era fermato. Forse la tua collega, quella seduta al tavolino, se n'è accorta, infatti mi guardava con fare sospetto come a chiedersi cosa volesse quel tipo tanto da guardare così insistentemente. Tu no, fai il tuo lavoro e non ti accorgi di me. Io continuo a fissarti chiedendomi se sei tu o sei solo l'immagine sfocata di un ricordo che la mia mente vorrebbe vedere. Mi avvicino ancora, tolgo gli occhiali, devo vederti meglio. Nel frattempo continui a parlare con quell'uomo, ma per un attimo alzi lo sguardo e mi vedi. Ti fermi un secondo esatto a fissarmi e poi ti giri di nuovo verso di lui e continui a parlare sorridendo. Quel sorriso di plastica, di circostanza, per essere cortesi con il cliente, che però sul tuo viso ha comunque un enorme fascino.

No, non sei tu. Nel tuo ultimo sguardo, così somigliante alla mia lei di una sera d'estate ho capito con certezza che non lo eri. Per quanto la somiglianza alle volte sia impressionante sono i piccoli dettagli a fare la differenza, e a quel punto per me diventi una come tante. Rimetto gli occhiali e proseguo la mia camminata, di li a poco sarei dovuto tornare in ufficio a lavorare. Bella l'illusione di averti rivista, ma non eri tu, bensì quel sogno che inseguo da tanto tempo, quel qualcosa che inconscientemente continuo a cercare ma che tento a tutti i costi di reprimere con la mia razionalità.
postato da anielpep alle ore 12:58 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: amore, storia, amicizia, sogno, me , menate mentali, urban tales


sabato, 05 luglio 2008

Per colpa di chi?

Vi racconto tre storie, due vere e l'ultima di fantasia, ma molto probabile che sia realmente accaduta. Dedico questo post a tutti quelli che a causa di fatti completamente estranei a loro hanno subito delle conseguenze inaspettate ed immeritate.

Prima storia:
Conosco una coppia di conterranei che sono emigrati a Milano per lavoro, si sono sposati e adesso vivono li, hanno comprato la loro casa e deciso di rimanere, perchè purtroppo per loro le prospettive nella città di origine non sono tante. Una storia molto comune, quasi ordinaria tra noi meridionali. Peccato che il lavoro in questione lo avessero trovato come addetti alle pulizie preso la famigerata clinica Santa Rita al centro dello scandalo malasanità di questi ultimi tempi. I due avevano fatto una scelta di vita che si è vista bruciare così, da un giorno all'altro, adesso sono temporenamente senza lavoro.
Per colpa di chi?

Seconda storia:
Vi ricordate quando Calderoli indosso la maglietta blasfema su Maometto qualche anno fa? In quei giorni, i proprietari dall'azienda presso cui lavoro si trovavano in Qatar, paese notoriamente musulmano. Avevano un importante appuntamento con dirigenti ad alto livello europeo ed internazionale di una nota marca di prodotti tecnologici per automobili con lo scopo di far si che uno dei progetti a cui avevamo lavorato in precedenza, venduto a Roma e Milano, potesse conquistare anche quel mercato. Insomma, era un ottima opportunità.
Inutile dirvi che gli appuntamenti in questione con le persone del posto interessate sono saltati e tutti i propositi commerciali finiti.

Per colpa di chi?

Terza storia:
(tratta da un intervento del geniale Maurizio Crozza in TV)
Una mattina a New York, un barbone si sveglia, annoiato dalla vita di merda che fa, decide di andare in banca a chiedere un prestito per comprare una casa (leggi mutuo).

Barbone: "Buongiono, voglio un prestito per comprare una casa da un milione di dollari!"
Banchiere: "Bene, amico clochard, cosa hai da darmi in garanzia?"
Barbone: "mmm...vediamo, questa bottiglia di wiskey!!!"
Banchiere: "ok...e poi...qualcos'altro?"
Barbone: "mmm....ci sono, mia sorella! E' morta 10 anni fa"
Banchiere: "Ok barbone, firma qui, da domani puoi andare a vivere nella tua casa da un milione di dollari"

Il genio della finanza americana concede il prestito al barbone anche se sa benissimo che non glielo restituirà mai. Tanto il rischio dell'operazione lo può ripartire sugli altri mutui della povera gente che lavora e paga regolarmente le rate, basta una piccola manovra sui tassi di interesse, giocare con la borsa e i mercati, è semplice. Fosse stato solo per un barbone magari ce la saremmo cavata, ma per migliaia di sub prime?
Oggi l'economia americana rischia il tracollo, e già buona parte della crisi e della recessione si fanno sentire. Speriamo che non peggiora perchè volenti o nolenti lo tsunami finanziario che si generebbe potrebbe colpire tante persone che di fatto con quel/quei finanziere/i scellerato/i non c'entravano nulla, ma che ne dovranno pagare le conseguenze.
Per colpa di chi?
giovedì, 29 maggio 2008

notizie, alcune osservazioni

Veloci considerazioni che ho pensato su alcune delle notizie di oggi:

"Al Pigneto sono stato io
mi sono fatto giustizia"

Parla "Ernesto" l'uomo ricercato per il raid di quattro giorni
fa contro alcuni extracomunitari nel quartiere della capitale.
"Non chiamatemi razzista, ho il Che tatuato sul braccio e sono di sinistra. Ma hanno rubato il portafoglio a una mia amica, e ho perso la brocca"

Mi sembra ormai evidente che qui non c'entra più l'ideologia, la politica o cose simili, semplicemente come ha confessato "Ernesto" hatto tutti un po' perso la brocca, un po' troppo forse. E' inutile ricercare tra gli etremisti di una o di un'altra fazione. Ormai basta un minimo per fare trabboccare il vaso e fare venire fuori un radicato malessere, la cui causa è veramente difficile da analizzare. Si tratta di odio radicato, senza colore.


Rifiuti, i verbali dell'inchiesta
"Discarica piena, rischio Vajont"

Le intercettazioni dell'indagine che ha portato all'emissione
di 25 custodie cautelari. Il deposito di Villaricca, colmo di liquido,
definito "una piscina di percolato": "Manca poco al bordo, copri con la sabbia".

Non so quanti di voi abbiano visto il documentario "biutiful cauntri" o abbiano avuto modo di vedere la situzione da altre parti. Ma vi assicuro, che si tratta di una cosa ai confini della realtà. Quello di Villaricca è un vero e proprio laghetto, altro che piscina...
Stendiamo un velo pietoso su questa faccenda di cui si parla ormai all'ordine del giorno.


Cina, la rabbia dopo il terremoto
in ginocchio i boss del regime

Troppi crolli per il sisma, la nomenklatura finisce sotto accusa.
I genitori dei bambini: "Le scuole erano di cartapesta"
TROVACINEMA Tibet, Pechino boicotta Sharon Stone

Sinceramente, ho trovato le dichiarazioni della Stone un tantino, ma giusto un tantino eh, fuori luogo. Quella bambola di 50 anni che si fa ristrutturare e stuccare come una ragazzina di 15 dovrebbe un po 'pensare prima di parlare.
Punizione divina? Un cataclisma che ha mietuto anche tantissimi innocenti? Mica tutti i cinesi comandano il regime.  E poi, se questa è una punizione divina, in America cosa dovrebbe succedere? Ti farebbe piacere se venisse detto che l'11 settembre è un'altrettanta punizione divina? Che Stronza!


Almirante, nuovo strappo di Fini
"Vergognose le sue frasi razziste"

Il presidente della Camera condanna un vecchio articolo del defunto leader dell'Msi. Poi ne loda l'attività "per la democrazia e la pacificazione"

Dico io, con tanta gente illustre che ha dato tantissimo a questa Nazione in passato,  proprio Almirante dovevano scegliere? mah...


Omicidio Tommy, ergastolo ad Alessi
La sentenza della Corte d'Assise di Parma dopo 5 ore di camera di consiglio. Trent'anni ad Antonella Conserva. L'artigiano e la sua compagna condannati per il sequestro e la morte, nel 2006, del piccolo Onofri

E ci mancava pure. Punizione più che esemplare, anzi direi normale. La giustizia italiana non poteva cannare su questa sentenza. Pace all'anima di Tommy.
postato da anielpep alle ore 08:52 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: pensieri, politica, riflessioni, storia, notizie, attualitĂ , vergogna, societĂ , provocazione, scandalo, munnezza, urban tales


domenica, 27 gennaio 2008

27 Gennaio

Non dimenticate mai che oggi è il 27 Gennaio.


Waiting for the worms
(R.Waters)

"Ooh You cannot reach me now
Ooh No matter how you try
Goodbye cruel world it's over
Walk on by

Sitting in a bunker here behind my wall
Waiting for the worms to come
In perfect isolation here behind my wall
Waiting for the worms to come

Waiting to cut out the deadwood
to clean up the city
to follow the worms
to put on a blackshirt
to weed out the weaklings
to smash in their windows
and kick in their doors.
for the final solution
to strengthen the strain
to follow the worms
to turn on the showers
and fire the ovens
for the queens and the coons
and the reds and the Jews
to follow the worms

Would you like to see Britania
Rule again, my friend ?
All you have to do is follow the worms
Would you like to send our coloured cousins
Home again, my friend ?
All you need to do is follow the worms. "
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categoria: citazione, musica, storia, memoria, attualitĂ , ricordo


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"Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa.

Credo che sia l'emozione che solo un uomo libero può provare.

Un uomo libero all'inizio di un lungo viaggio, la cui conclusione è incerta.

Spero di farcela ad attraversare il confine.

Spero di incontrare il mio amico e stringerli la mano.

Spero che il pacifico sia azzurro come nei miei sogni.

Spero."

"Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank - La primavera della speranza" (Le ali della libertĂ ), Stephen King


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